La Succuba moderna di M.D. Lioncourt

Succubus: dal latino succuba (amante), è un demone di aspetto femminile che seduceva gli uomini per avere rapporti sessuali e renderli soggetti alla volontà del succubo stesso.

La modernità rendeva la caccia estremamente più semplice: mi bastava un'app scaricata sulla mia scatoletta luminosa e la preda si faceva trovare. Avevo adorato la semplicità della tecnologia finché non mi ero imbattuta in lui. Lui che tormentava i miei sogni, lui a cui cercavo sempre di non pensare.

Se non mi concentravo abbastanza rischiavo di chiamare con il suo nome qualche vittima quando mi faceva innervosire. Lui amava farmi innervosire, amava vedere quel lato di me con la consapevolezza che non lo avrei mai ferito.

Si sbagliava.

Stava albeggiando e per quanto io potessi provare a rigirarmi in quelle lenzuola di lino che profumavano di sesso, non avrei ripreso sonno. Guardai il ragazzo che dormiva tranquillo al mio fianco, stanco ma soddisfatto. Aveva un bel viso, l'ombra della barba delineava la mascella, non troppo accentuata ma abbastanza netta da renderlo virile, bilanciando così gli occhi: i suoi, di un verde talmente intenso che avrebbe potuto possederli uno della mia razza, incorniciati da folte ciglia, tanto che potevano sembrare truccati.

Fortunatamente in quel momento non erano aperti, e io mi sarei potuta dare alla fuga.

Non mi stavo nutrendo abbastanza di Jacques, non come avevo fatto con quell'altro, un mese prima, a Berlino. Si chiamava Adrian, ma sapevo che l'avrei presto dimenticato e che sarebbe

rimasto solo un appunto nei miei registri, qualcosa di simile a:

“Ottimo pasto, mi ha ricaricato completamente per quasi due settimane, buon uso della lingua. Gli ho rubato 500€ in contanti”.

Fine.


© Morgana De Lioncourt.

Il racconto è in votazione per la sfida letteraria "Gli spiumati stanno arrivando".

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