OBLIVION – Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale Roma, 21 e 22 febbraio 2026

La partecipazione a una fiera rappresenta sempre un momento importante per una casa editrice indipendente, perché concentra in pochi giorni mesi di lavoro, investimenti, preparazione, aspettative, e costruisce uno spazio reale di incontro tra chi i libri li crea e chi li cerca, li sceglie, li porta via con sé, e per questo motivo la presenza (per la seconda volta) della Dark Abyss a OBLIVION – Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale, a Roma il 21 e 22 febbraio 2026, era stata pensata come un passaggio significativo del nostro percorso editoriale.

Così come richiesto dall’organizzazione della fiera, nei giorni precedenti all’evento erano stati spediti i colli contenenti il nostro catalogo, preparati con la cura che riserviamo sempre ai libri e al lavoro che rappresentano, seguiti tramite tracciamento, affidati al servizio di spedizione, e dentro quei cartoni c’erano mesi di lavoro editoriale, c’erano investimenti sostenuti prima ancora di essere recuperati, c’era tempo sottratto al sonno, c’era una parte concreta della vita quotidiana di una casa editrice indipendente che sceglie di portare fisicamente i propri titoli davanti ai lettori.

All’arrivo in fiera la situazione ha assunto una forma molto diversa da quella prevista, perché a fronte di un catalogo completo spedito in sette colli ci siamo trovati con una disponibilità ridotta a una quantità simbolica di due colli, insufficiente a rappresentare davvero la Dark Abyss, insufficiente a lavorare in modo adeguato, insufficiente a mostrare con continuità il progetto editoriale, e questa assenza ha avuto un peso preciso, fatto di un tavolo rimasto vuoto, di lettori che cercavano titoli specifici, di spiegazioni ripetute, di un senso di scollamento tra ciò che era stato preparato e ciò che era possibile offrire in quel contesto.

Nei giorni successivi all’evento i cinque colli sono rientrati al mittente con una spunta e la dicitura “mancato ritiro”, una formula semplice che racchiude una vicenda complessa, perché dentro quei pacchi c’era un catalogo intero, e vederli tornare indietro ha reso ancora più evidente la distanza tra il lavoro svolto prima della fiera e il risultato concreto di quei giorni.

In situazioni di questo tipo, il ruolo dell’organizzazione di un evento assume un valore centrale, perché rappresenta il punto di raccordo tra le realtà editoriali partecipanti e la struttura che ospita la manifestazione, e da questo ruolo ci si aspetta cura, ascolto, una responsabilità capace di accompagnare chi investe tempo e risorse per esserci, mentre ciò che resta per noi è una risposta “non è responsabilità nostra” ricevuta sul posto e un silenzio successivo che ha lasciato alla casa editrice l’intero carico delle conseguenze operative ed economiche di quanto accaduto.

Nel frattempo, osservando la comunicazione di altri editori e autori, scorrono racconti di copie esaurite, immagini di tavoli pieni, resoconti entusiasti dell’esperienza fieristica, e questa distanza tra una fiera vissuta come festa e una fiera attraversata da un’assenza concreta diventa un elemento che invita a una riflessione più ampia sul funzionamento degli eventi culturali e sul modo in cui le responsabilità si distribuiscono lungo la filiera.

Nel mondo dell’editoria indipendente si parla spesso di comunità, di fierezza, di attenzione alle realtà più piccole, di resistenza alle logiche dei grandi numeri, e poi ogni esperienza mette alla prova questi principi, mostrando quanto conti la capacità di prendersi carico anche delle situazioni difficili, soprattutto quando una criticità coinvolge in modo profondo il lavoro di una singola realtà editoriale.

Per la Dark Abyss, OBLIVION 2026 resta un passaggio che lascia una traccia concreta, fatta di cartoni tornati indietro, di un catalogo rimasto chiuso quando avrebbe dovuto essere sul tavolo, di viaggi affrontati per esserci, di ore spese a preparare, di lettori che cercavano libri e trovavano uno spazio ridotto, e di una casa editrice che si è trovata a rimettere insieme i pezzi con la stessa serietà con cui costruisce ogni giorno il proprio lavoro.

Raccontare questa esperienza sul nostro sito significa scegliere la chiarezza e la trasparenza, lasciare che i fatti parlino, e ricordare che il rispetto per il lavoro editoriale si misura soprattutto nei momenti in cui qualcosa si incrina lungo il percorso organizzativo, perché proprio in quei passaggi emerge il valore reale delle relazioni professionali e della responsabilità condivisa.

La Dark Abyss continua il proprio cammino con la stessa attenzione di sempre verso i libri, gli autori e i lettori, continuando a costruire cataloghi, continuando a portarli dove possibile, continuando a investire nel tempo lungo dell’editoria indipendente, con la consapevolezza che ogni esperienza, anche la più complessa, diventa parte di una storia che chiede memoria, cura e uno sguardo capace di tenere insieme progetto editoriale e persone che lo rendono possibile.